L'evoluzione

SpiegazioneFa parte delle prime operette dell'autore, un omaggio ad un amicone di nome Gigi. Sono una bilogia che rappresenta il Monti in due fasi diverse della sua vita, così distanti eppure così vicine. La prima è il Gigiberretta, con la berretta e il capello un po' lungo. C'è un piccolo particolare, che ad un occhio poco allenato potrebbe sfuggire, ma che sicuramente non scappa a me, gnè gnè: un orzaiolo. Ebbene si, Gigetto in questa fase della vita era affetto da orzaiolo, una malattia grave certo, ma fortunatamente curabile.
Ne "L'evoluzione volume 2" invece, vediamo un Mantegna ringiovanito, rinvigorito dal nuovo taglio di capelli e alleggerito di due pesi, e due misure: la lanosa berretta e l'orzaiolo. Ebbene si, la vita vince, l'occhio di Gigi ce la fa, e noi tutti gioiamo gioiosi.
Per Capacci
io ridevo sempre quando vedevo online capacciperchè mi ricordavo di quando da piccolo mi vestivo di stracci.allora forse era meglio se ti chiamavi capaccio,perchè da bambino per carnevale mi vestivo da pagliaccio.ma ora che so che sei lele2,son sigurros che le tue statuine preferite sono l'asinello e il bue. B BOY -UnderscoreSpiegazione
Beh che dire, un omaggio a Capacci perchè sicuramente è un nome che risalta. E salta che ti risalta mi ha fatto ricordare i tempi in cui, ancora fanciulletto, per carnevale mi vestivo da pagliaccio. Un'usanza che poi è caduta in disuso, sarà perchè aborro le sfrappole e le castagnole, qualcosa di veramente disgustoso... al pari forse delle fave dei morti, anzi, mi sa che queste sono ancora peggio.
Sempre ricordando i tempi che furono, riaffiora alla mente il periodo in cui facevo il presepe o presepio... che bello eh.
E comunque Capacci, anche se non sei lele2, ma solo lele1, o lele, non importa... perchè con bue fa rima solo lele2.
Ernesto
Tu che ridipensi sia facilecondividere parole comedisonesto, funesto etorno a casa presto?No e forse lo sai meglio di meson sempre sincero senza bisogno del calumè.Spiegazione
Un ragazzo spesso preso di mera, soprattutto venerdì scorso all'ingresso della capannina. In questo drammatico scenario l'autore esprime la propria solidarietà a Ernesto, un ragazzo che in quei frangenti veniva apostrofato in qualsiasi modo: Ernesto torna a casa presto, Ernesto perchè sei mesto e via dicendo tra cui una pessima come "il giocatore preferito da Ernesto è Alessandro Nesto"... davvero triste.
In questo sonetto si mette in guardia quelli che hanno apostrofato in qualche modo questo ragazzo, ricordando quanto sia difficile convivere con delle terrificanti rime.
E questa è la cruda realtà dell'autore, che non ha bisogno di un calumè per dire quel che pensa. Nè.
Impalcatura
Il biondo ciocchetto
sorretto
dal fiocchetto.
Lo spilungone attaccato al fiaschetto.
Massi, come te anche io obietto.
Ma alla lunga più che capannina era meglio capannetto.
Spiegazione
Una poesia in un'inedita rima AAAAAA dedicata ad una ragazza cesenate. Una ragazza bionda (il biondo ciocchetto) che tiene i suoi lunghi capelli raccolti da un nastrino colorato. Un ragazzo, infatuato dalla sua presenza, decide di darsi pesantemente all'alcol e trova la compassione di numerosi bicchieri di negroni e soprattutto di una chica spagnola, davvero entusiasta dei suoi continui apprezzamenti in una lingua che, ahimè e ahilui, non gli appartiene.
Qualcuno della compagnia, però, non gradisce il fare spavaldo e da gradasso di codesto spilungone, magro magro magro in modo assurdo. E anch'io, nel mio piccolo, gli sono vicino.
L'insistenza di questa rima AAAAAA, simile alla sigla AADA (Associazione Americana Dodgeball d'America) rende però necessaria una modifica. Può un locale infatti, dopo questa serie insistente di -etto, chiamarsi capannina? Io dico di no amici, proprio di no... di no di no di no. No. Meglio capannetto.
Il vomero
La vita è un battito di ciglia tra la nascita e la morte.Per questo mi viene il vomero.B Boy - Underscore
Spiegazione
A dire la verità non è il vomero l'elemento simbolo della poesia bensì la vita, che poi a sua volta tira in ballo il vomero. Il titolo è bislacco, cioè ti porta fuori strada. Un po' come le disconnessioni della strada ti portano fuori strada, appunto. Quindi la nascita è il garage di casa e la morte è il parcheggio sotto l'ufficio.
E a pensare di dover andare in ufficio mi viene un po' il vomero.